Bilancio e finanza comunale: una nuova politica è possibile
Mestre Venezia, 1 luglio 2010
Bilancio e finanza comunale: una nuova politica è possibile
Lo stato di crisi in cui versa la finanza pubblica, in Europa e in Italia, sta imponendo scelte chiare e decisioni immediate. La chiarezza delle scelte risiede nella capacità di rendere comprensibili ai cittadini i termini dei problemi, presentando, con il massimo di semplicità consentita, le opzioni che si possono percorrere per trovare soluzioni adeguate.
Nel concitato accavallarsi delle informazioni – come purtroppo accade in questi giorni con la manovra finanziaria predisposta dal Governo – la chiarezza sembra l’ultima delle preoccupazioni e la frammentazione delle notizie riduce enormemente la capacità di giudizio del cittadino.
La finanza comunale veneziana sarà coinvolta in questo processo e l’amministrazione cittadina sarà necessariamente chiamata a compiere in questo ambito scelte decisive. La sfida che può essere raccolta – e a questa ipotesi l’Associazione IN COMUNE vuole portare il proprio contributo – è di introdurre una buona pratica nella trasparenza dei processi decisionali e nella responsabilizzazione dei cittadini sulle misure da adottare.
L’analisi politica dello stato attuale del bilancio del Comune di Venezia rappresenta un primo passo in questa direzione. Proviamo a indicare brevemente alcuni punti che riteniamo utili per il dibattito cittadino.
- Le attuali criticità della finanza comunale sono in buona parte frutto di un modificato assetto delle relazioni tra governo centrale ed enti locali. Da un lato, si sono andati riducendo i trasferimenti ordinari e straordinari (si pensi alla legge speciale per Venezia) e dall’altro non si è consentito all’Ente Locale di dotarsi di strumenti propri nella provvista delle risorse pubbliche. Il federalismo fiscale, così spesso annunciato ed elogiato, non è ad oggi una realtà. A questo quadro, si è aggiunto, negli ultimi anni, il cosiddetto “patto di stabilità” che introducendo un vincolo nell’indebitamento netto di ogni singolo Comune, ha reso ancor più evidente lo stato di difficoltà della finanza locale.
- La capacità dell’Amministrazione comunale di far fronte agli impegni ordinari è fortemente condizionata dalla dimensione dei mancati trasferimenti. Ad oggi, i crediti vantati dal Comune di Venezia nei confronti dello Stato e della Regione Veneto ammontano a circa 300 milioni di euro (considerando l’insieme dei residui passivi, l’ammontare esigibile è di 100 milioni di euro).
- Lo sforzo di razionalizzazione della macchina comunale e di contenimento della spesa pubblica è stato in buona parte percorso negli ultimi anni, con risultati non trascurabili. Considerando l’incidenza della spesa pubblica incomprimibile – cioè di quei centri di spesa che sono indispensabili e non modificabili – ulteriori riduzioni nelle risorse disponibili (trasferimenti da Stato e Regione) si tradurrebbero inevitabilmente in tagli ai servizi pubblici e, in particolare, in una contrazione insostenibile delle politiche sociali.
- Per far fronte a una situazione sempre più difficile e a una permanente scarsità di risorse ordinarie, l’Amministrazione comunale negli ultimi dieci anni ha intrapreso una sistematica politica di alienazione del patrimonio immobiliare pubblico. Certo la scelta è stata quella di preservare servizi pubblici essenziali, ma a quale prezzo? Il tema strategico che questa nuova Amministrazione dovrà affrontare è se è sostenibile una finanza pubblica che usa parte del proprio patrimonio per far fronte a spese correnti. E’ oggi evidente che lo squilibrio tra entrate correnti e spese correnti è la questione centrale da affrontare.
- L’attuale strutturazione del bilancio comunale risponde alle esigenze di gestione e programmazione dell’Ente, ma nulla dice sulla qualità e quantità delle scelte in tema di sostenibilità ambientale. A fianco del bilancio “classico” è urgente attivare nuove forme di programmazione e valutazione delle politiche della città (si veda, ad esempio, il bilancio ambientale secondo il modello CLEAR).
Per rendere più proficuo e partecipato il dibattito attorno a questi nodi strategici per il futuro della città e per il benessere dei suoi cittadini, crediamo sia utile avanzare alcune proposte di metodo che, auspichiamo, potranno consentire una maggiore trasparenza e una accresciuta responsabilità nelle scelte.
- Introdurre una distinzione strutturale tra finanza ordinaria e finanza straordinaria. Si tratta di una distinzione che dovrebbe essere applicata sia sul fronte delle entrate che di quello della spesa. Che cosa implicherebbe questa distinzione? Ad esempio, il fatto di non includere nella finanza ordinaria il gettito derivante dalle entrate del Casinò municipale. L’utilizzo “ordinario” di questo tributo è inappropriato per due ordini di motivi: il primo è che – vale la pena ricordarlo – solo Venezia, con altri tre comuni italiani, beneficia di questo tipo di tributo; la seconda ragione riguarda la forte variabilità delle entrate che ne derivano. Se la spesa corrente è per buona parte spesa incomprimibile o spesa ad alta utilità sociale, è evidente che non si può fare affidamento su queste risorse per una corretta ed equilibrata gestione di parte corrente. Considerare invece queste entrate quale finanza straordinaria significherebbe destinarle, secondo un’adeguata programmazione, a investimenti e spese straordinarie ben identificate. Lo stesso dicasi per altre entrate straordinarie, quali potrebbero essere dismissioni di partecipazioni societarie e alienazioni di patrimonio immobiliare: anche in questo caso, trattandosi di entrate straordinarie, dovrebbero essere strettamente legate a investimenti e spese rigorosamente identificabili e tracciabili.
- Aprire un dibattito serrato e franco sulla necessità di dotare il Comune di Venezia di alcune entrate tributarie ed extratributarie certe e consistenti. E’ chiaro infatti che attualmente l’incidenza finanziaria delle entrate tributarie ordinarie sul totale delle risorse disponibili è modesta. Si tratta – ne siamo consci – di una questione molto delicata e con ripercussioni politiche e sociali maggiori.
Ma qual è l’alternativa? Su questo punto crediamo utile indicare alcuni criteri che dovrebbero informare l’azione politica e il dibattito cittadino:
- Proporre una chiara distinzione tra entrate tributarie di tipo redistributivo (è questo il caso dell’addizionale IRPEF, peraltro attualmente non applicata a Venezia) che rispondono al principio “chi più ha, più paga” e, sull’altro versante, entrate derivanti da una tassazione a copertura di specifici servizi pubblici forniti.
- Adottare uno stretto legame – nella logica della tassa di scopo – tra entrate e uscite, significherebbe rendere esplicito l’onere e il beneficio derivante da un determinato prelievo comunale. Ne gioverebbe il rapporto con i cittadini e si ridurrebbe di molto il margine di demagogia spendibile da parte di coloro che mirano a privatizzare i profitti e a socializzare i costi.
- Ricostruire la consistenza storica del patrimonio pubblico comunale, dettagliando le alienazioni effettuate e la destinazione delle risorse derivanti (in particolare per quanto riguarda le cartolarizzazioni); rendere pubblica la programmazione in essere delle ulteriori alienazioni mobiliari e immobiliari. Questo tipo di informazione potrebbe aiutare il confronto tra chi considera utile l’ “alleggerimento” del patrimonio comunale e chi vede con favore una diversa politica di provvista di risorse pubbliche (attraverso, ad esempio, entrate tributarie ed extratributarie addizionali).
- Favorire una programmazione ad alta visibilità pubblica delle scelte dell’amministrazione su temi sensibili quali: utilizzo di veicoli di investimento (tipo Est Capital), permute immobiliari o mobiliari, gestioni speciali (vedi Lido e Ospedale al Mare), acquisizione di patrimonio demaniale. La logica dell’emergenzialità e dell’informazione ex-post indebolisce le scelte e corrode il patto fiduciario tra istituzione pubblica e cittadino: per questo occorre aprire una nuova stagione anche nelle politiche di finanza locale.
- Promuovere l’adozione e l’implementazione del bilancio ambientale. Il bilancio ambientale fornisce dati e informazioni sull’andamento dello stato dell’ambiente, sull’impatto ambientale delle politiche di settore, sulle relazioni tra economia e ambiente, sulla spesa ambientale, sulle priorità e le strategie attuate dall’amministrazione. E’ uno strumento utile agli amministratori per monitorare le politiche dal punto di vista delle ricadute sulla sostenibilità e sulla qualità della vita urbana. Ma è anche uno strumento di trasparenza verso i cittadini, in relazione alla misurazione delle ricadute ambientali e di sostenibilità delle scelte politiche e di bilancio. E’ una innovazione di ampio respiro che una città come Venezia, all’inizio di un mandato di governo della città, deve porsi: non solo valutare l’attività dell’amministrazione in termini economico-finanziari, ma promuovere inoltre un attento monitoraggio preventivo delle proprie scelte ambientali.
Si tratta di un lavoro che potrà impegnare in primis l’Amministrazione comunale ma anche le diverse forze politiche, le molte associazioni presenti in città, i singoli tecnici e cittadini. Inoltre occorrono indicazioni in grado di condizionare le scelte nazionali in materia di finanza comunale.
Alcune proposte possono subito essere avanzate:
- Un impegno preciso da parte di Stato e Regione sui tempi e sui modi con i quali si renderanno disponibili i trasferimenti dovuti ma non liquidati;
- La lotta all’evasione deve costituire una priorità nell’azione di recupero di risorse pubbliche; si chiede dunque – come del resto fatto da altri comuni italiani – di rendere disponibile per la finanza comunale una quota rilevante del gettito recuperato (almeno il 30%);
- L’adozione di una tassa comunale di soggiorno e l’introduzione di un’addizionale con specifica destinazione sul traffico aereo e crocieristico.
- Un impegno concreto, anche attraverso uno sviluppo di opere pubbliche che privilegino interventi diffusi di sostenibilità sul territorio, sia in terraferma che nella città insulare, a favore della occupazione, gravemente minacciata dalla crisi economica generale e dalla situazione degli stabilimenti industriali di Marghera; opere pubbliche che per quanto riguarda la città storica sono da intendersi complessivamente come opere di manutenzione e di salvaguardia dell’immenso patrimonio storico, culturale e ambientale.
- Un impegno specifico verso i giovani, intesi come la grande risorsa strategica della città – in particolare verso quelle eccellenze giovanili che vivono e studiano a Venezia. Dal punto di vista della finanza comunale, le politiche giovanili rappresentano un caso emblematico nel quale spesa sociale e investimento immateriale si fondono naturalmente.
- La revisione e la rimodulazione delle tariffe su plateatici e sui servizi idrici e ambientali, differenziandole ulteriormente per categorie merceologiche e per localizzazione. Le maggiori entrate dovranno essere destinate a promuovere e agevolare la presenza sul territorio comunale di attività artigianali, esercizi commerciali essenziali e di servizi alla persona.
- L’adozione del modello CLEAR, al fine di promuovere la redazione e approvazione del bilancio ambientale come pratica parallela, integrata e coordinata al bilancio economico, al fine di rendere trasparenti e noti gli effetti ambientali delle politiche economiche e settoriali.
L’Amministrazione Comunale, in buona sostanza, deve essere in grado di offrire ai cittadini veneziani, attraverso le leve del bilancio, economico-finanziario e ambientale, un nuovo Patto Sociale; un Patto sociale capace di coniugare un’autentica politica di rigore con un insieme di investimenti esplicitamente orientati allo sviluppo sostenibile, all’accrescimento del benessere urbano e della qualità di vita di chi abita nel territorio del comune di Venezia.
per scaricare la cartella stampa sul bilancio fai clic qui
A cura del gruppo di lavoro Bilancio Comunale e rapporto pubblico/privato: coordinamento di Giampietro Pizzo con Giuseppe Caccia, Federico Della Puppa, Laura Di Lucia Coletti, Alberto Ferro, Anna Marin, Mario Morino, Fabrizio Panozzo, Lucio Scarpa, Luigi Tisi
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