Lettera aperta alla vice sindaca Luciana Colle

di Renata Mannise.
Pubblicato sulla Nuova Venezia di martedì 22 novembre

Qualsiasi cittadina (o cittadino) di questa città abbia seguito, con un minimo d’attenzione, in queste ultime settimane, la vicenda del “Centro Donna”, circa la decisione assunta dalla Giunta comunale, con la delibera 276 dello scorso 27 settembre, non può non aver letto con costernazione il comunicato stampa dell’Amministrazione Comunale del 15/11/2016: “Centro donna: destituite di fondamento le notizie in merito alla chiusura”, dove si afferma che “l’ipotetica notizia della chiusura del Centro Donna da parte dell’Amministrazione comunale […] è falsa e si diffida chiunque dal veicolare notizie prive di fondamentoLeggi tutto “Lettera aperta alla vice sindaca Luciana Colle”

Dalla città ribelli per una Europa diversa

Città ribelli per una Europa diversa. Spazi di democrazia dal basso da mettere in rete per costruire European Alternatives, visioni alternative di una Europa che non sia quella delle banche, delle privatizzazioni, dei tagli al sociale e dei diritti negati. Città come Barcellona e Napoli. Città che non hanno solo in comune il mare ma anche due sindaci capaci di ricordare che la disobbedienza ai diktat dell’alta finanza è sempre una virtù. Sindaci come Ada Colau e Luigi De Magistris, questo pomeriggio ospiti della municipalità di Marghera in un dibattito organizzato in piazza Sant’Antonio in collaborazione, per l’appunto, con European Alternatives.

A far gli onori di casa, il presidente della municipalità, Gianfranco Bettin. “In un momento in cui i Comuni sono ridotti a semplici organi esecutori di una politica di tagli al welfare decisa in altre sedi, gli esempi di disobbedienza che stanno dando Barcellona e Napoli sono preziosi per farci capire che si può amministrare in maniera diversa. Ciò che non sta facendo il Comune di Venezia, purtroppo, che proprio nel primo atto della nuova Giunta ha tagliato i trasporti per i malati di Alzheimer e nel secondo ha eliminato il parco della laguna, già finanziato dalla comunità Europea. Ada Colau e Luigi De Magistris hanno dimostrato che si può amministrare una città non solo senza scatenare la guerra ai poveri, ma anche aprendo spazi di democrazia ai movimenti e alla cittadinanza attiva”. Tutto il contrario di Venezia, dove le stesse municipalità sono state rapinate da tutte le deleghe.

Ad introdurre il dibattito, Lorenzo Marsili, fondatore di European Alternatives, che ha raccontato come l’idea di costruire una associazione costruire una rete politica per far comunicare movimenti ed esperienze di democrazia dal basso, gli sia venuta a Pechino “dove i litigi tra Francia e Germania sulle politiche comunitarie sembrano davvero poca cosa”. “Viviamo un momento di collasso sia nella politica che nell’economia – ha spiegato -. Da questo collasso ne può uscire una Europa dei diritti come un ritorno del fascismo. La crisi della democrazia apre nuovi scenari e anche nuovi spazi di protagonismo dei movimenti sociali, come dimostrano per l’appunto i casi di Barcellona e di Napoli”.

Spazio quindi ai due ospito d’onore dell’incontro, intervistati da dal giornalista Giacomo Russo Spena, autore di “Ada Colau. La città in comune”, edizioni Alegre.

“Come sia diventata sindaca di Barcellona è un mistero anche per me – ha spiegato in perfetto italiano l’alcalde Ada Colau -. Fino a poco tempo fa non ero interessata alla politica istituzionale e mi limitavo a lottare per il diritto alla casa e a combattere gli sfratti. Barcellona è sempre stata una città con forte tradizione di sinistra ma a governare erano sempre gli stessi. La crisi economica ha portato con sé una crisi della democrazia rappresentativa. Le istituzioni non davano più risposte ai bisogni dei cittadini su temi fondamentali come la casa, la sanità, il lavoro…  Abbiamo cominciato a far rete tra associazioni, cittadinanza attiva e movimenti. Alla fine abbiamo deciso di presentarci alle elezioni contro tutto e tutti e… abbiamo vinto. Alcuni non ci credono ancora. E anche io faccio fatica a pensare che sia potuto succedere ma adesso a Barcellona non si sfratta più nessuno e sul municipio sventola uno striscione con la scritta: benvenuti rifugiati”.

Contro tutti e tutto, anche la vittoria di Luigi De Magistris, per il secondo anno consecutivo. “Gli exit poll non mi menzionavano neppure. Avevo contro la destra, la sinistra, i cinquestelle, per non parlare dei poteri forti e della mafia. Eppure abbiamo vinto. Ho trovato una città devastata dai debiti e dalle immondizie. Ho contribuito a cambiarla assieme ai cittadini napoletani investendo non sul capitale economico ma sul capitale umano, e ho vinto anche la seconda volta. Mi dicevano che dovevo chiudere le scuole per via della spending review. Neanche fosse una guerra o una epidemia. Ho disobbedito e ho assunto maestre e personale. Ora le scuole pubbliche ci sono e funzionano. Sono l’unico sindaco ad aver obbedito, e volentieri, al referendum sull’acqua trasformando una azienda privata in una azienda pubblica che oggi si chiama Abc, acqua bene comune. Ho internalizzato il patrimonio pubblico che era gestito solo da un imprenditore privato. Insomma, ho dimostrato che ‘pubblico’ funziona e che la disobbedienza è un valore civile quando si tratta di difendere il bene comune. Gli altri sindaci di fronte alle occupazioni di aree dismesse e degradata vanno da questore per chiedere lo sgombero, io vado dagli occupanti a ringraziarli per il lavoro svolto. Napoli oggi si è ripresa in mano il suo futuro. E non dite che è merito mio. Il merito è dei cittadini che hanno saputo ribellarsi”

“Circenses” senza “panem”. Tutto qua il bilancio della Giunta Brugnaro

A sentire il sindaco di Venezia che in conferenza stampa show racconta ai giornalisti come “è riuscito a  riuscito a mettere in sicurezza il bilancio del Comune” in soli 6 mesi di lavoro matto e disperatissimo, “sabati e domeniche compresi”, viene in mente Gesù Cristo. Quella volta che sulle sponde del mar di Galilea moltiplicò i pani e i pesci e, con un colpo di magia, riuscì a sfamare le oltre 5 mila persone che lo avevano seguito per bearsi dei suoi insegnamenti.

Ma bisogna fare dei distinguo. Gesù Cristo, secondo alcuni perlomeno, era abilitato dal padreterno a fare i miracoli. Non doveva, lui, fare i conti col patto di stabilità. Il Comune di Venezia invece sì. Inoltre, questione da non sottovalutare, i “miracoli” con i bilanci è meglio non farli. Se sono privati rischi che arrivi la Finanza. E vagli a spiegare tu, che è come per i pani e per i pesci! Se sono pubblici, prima o poi i tarocchi vengono scoperti. Perché se li hai messi su quella voce, i soldi, vuol dire che li hai tolti da quell’altra, se non ci sono non te li puoi inventare – come fanno le banche -, e se li fai apparire come i pesci e i pani, vuol dire che te li ha dati o il Governo o i cittadini (tasse) o hai svenduto qualche bene pubblico. Altre alternative non ci sono neanche a farsi miracolare. Leggi tutto ““Circenses” senza “panem”. Tutto qua il bilancio della Giunta Brugnaro”

Caso Locatelli. 2020Ve, Sel e Verdi: conflitto d’interessi evidente. Aderire subito alla Carta di Avviso Pubblico

casa locatelliIl caso della consigliera comunale immobiliarista che fa cambiare destinazione d’uso ai suoi appartamenti a ridosso dell’hotel Danieli, rappresenta indubbiamente un macroscopico caso di conflitto d’interessi, ma anche un ennesimo sintomo della pericolosa deriva affaristica nella quale la giunta Brugnaro sta facendo scivolare l’intera città.
Dopo le strizzate d’occhio da parte del Sindaco alle più potenti lobbies affaristiche della città, come Autorità Portuale e Save, anche i caporali delle truppe fucsia iniziano a reclamare il loro rispettivo brandello di città.

Riteniamo che questa vicenda possa costituire un precedente molto pericoloso che Venezia non può assolutamente permettersi di accettare, un precedente che aprirebbe la strada all’opera di scarnificazione che è ampiamente prevedibile aspettarsi quando portatori di grandi interessi economici si impossessano del potere politico.

Poichè, come detto in precedenza, siamo assolutamente convinti che queste vicende rappresentino soltanto i primi cedimenti di quella che presto si rivelerà una vera e propria valanga, ci uniamo a coloro che stanno proponendo l’adesione del Comune alla Carta di Avviso Pubblico. Uno strumento funzionale e già ampiamente diffuso fra i comuni virtuosi che indica concretamente come un’amministrazione può declinare nella quotidianità i principi di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione.

L’intenzione di aderirvi peraltro, teniamo a ricordarlo, è stata millantata più volte dallo stesso Brugnaro durante la campagna elettorale.

Sì alla salvaguardia della laguna

La Municipalità di Venezia, Murano e Burano è chiamata a prendere una posizione netta  contro ogni progetto di scavo di nuovi canali, e in particolare dei ventilati lavori di allargamento del Vittorio Emanuale per permettere il passaggio delle Grandi Navi. Una scelta coraggiosa a difesa di Venezia  che chiede l’estromissione delle croceristica gigante dalla laguna e propone come  come possibile soluzione  un terminal crocieristico a mare.

La mozione presentata dalla maggioranza ha il significativo titolo di: “Sì alla salvaguardia della Laguna-Prospettive della crocieristica a Venezia”.

“Visto l’accordo Porto- Comune sulla soluzione del Vittorio Emanuele, che ha trovato anche l’appoggio di parte del PD – ha dichiarato la consigliere Anna Messinis – , mi sembra significativo che una istituzione eletta dai cittadini, per quanto piccola e con pochi poteri, si esprima chiaramente per evitare  operazioni che produrrebbero danni irreversibili”.
La seduta si terrà giovedì 8 ottobre alle ore 18 nella sala del Consiglio di Ca’ Farsetti. L’incontro è aperto a tutti e, considerato il tema, la presenza di cittadini e di ambientalisti sarebbe importante.