Città Ribelli per cambiare l’Europa

GIOVEDÌ 14 LUGLIO INCONTRO A MARGHERA
CON ADA COLAU E LUIGI DE’ MAGISTRIS

Il recente, catastrofico risultato del referendum inglese sul Brexit dimostra che così non si può andare avanti: che le politiche di austerità condotte, negli anni della crisi, dalle élite nazionali ed europee hanno prodotto frammentazione e diseguaglianze. E stanno alimentando in tutto il continente la pericolosa crescita di egoismi e chiusure, rischiando di consegnare il destino di milioni di persone a forze esplicitamente autoritarie e razziste.

Di contro, in tutta Europa, si stanno sviluppando esperienze di segno completamente diverso: movimenti e istituzioni locali che, rivendicando diritti civili e sociali, provano a costruire un’alternativa che assicuri migliori condizioni di vita per tutte e tutti. Un anno di “governo del cambiamento” a Barcellona, dopo l’elezione a sindaca di Ada Colau, e la recente riconferma di Luigi de’ Magistris a sindaco di Napoli sono tra le più note e avanzate esperienze di “città ribelli” in Europa.

Città che, in una continua, aperta dialettica tra iniziativa “dal basso”, protagonismo delle cittadine e dei cittadini, e azione di governo municipale, mettono in primo piano i diritti delle persone. E pongono in questione obblighi e vincoli, nazionali ed europei, apparentemente immutabili, per aprire spazi alla soluzione di quei problemi, che oggi condizionano la vita della maggioranza degli abitanti nelle nostre città.

Per conoscere direttamente le esperienze di Barcellona e Napoli e per discutere con loro della necessità di una rete di “città per il cambiamento”, che sia protagonista della costruzione di una nuova Europa, più giusta e democratica, la Municipalità di Marghera e European Alternatives invitano all’incontro pubblico con Ada Colau (sindaca di Barcellona), Luigi de’ Magistris (sindaco di Napoli), Gianfranco Bettin (presidente della Municipalità di Marghera) e Lorenzo Marsili (fondatore di European Alternatives), moderato da Giacomo Russo Spena (giornalista e autore di “Ada Colau. La città in comune”)

GIOVEDÌ 14 LUGLIO 2016 alle ore 18
nell’arena estiva di piazza Mercato (Marghera – Venezia)

L’evento è parte di un percorso europeo per promuovere la costruzione di una rete transnazionale fra città e municipi del cambiamento.

Mettere in rete le “Città del Cambiamento” in Europa

di Beppe Caccia – Stanzialità e nomadismo, insediamento e flussi, hanno da sempre caratterizzato la natura stessa delle città. Con straordinaria efficacia, per descrivere il ruolo degli spazi urbani nel Mediterraneo del Cinquecento, Fernand Braudel scrive: “Le città, punti immobili delle carte, si nutrono di movimento.” E questa long durée, questa continuità storica, si ritrova anche nelle profonde trasformazioni che hanno segnato le città europee negli ultimi decenni.

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Verso Cosmopolitica. Sabato appuntamento con Social Factor

In attesa e in preparazione dell’incontro Cosmopolitica, volto a costruire  un nuovo soggetto di sinistra in Italia,  in programma a Roma il 19, 20, 21 febbraio, anche nel nostro Veneto le forze alternative al Pd si stanno mobilitando, organizzando una serie di incontri  atti ad aprire questa nuova fase costituente e  mettere in campo proposte concrete, utili, innovative, con le quali restituire fiducia e speranza alle donne e agli uomini del nostro Paese.

Dopo il Green Factor, ora tocca affrontare i temi del lavoro, della precarietà e del diritto al reddito dando  voce alle esperienze di lavoratori in lotta, lavoratori che hanno condotto delle battaglie vincendole, giovani imprenditori che innovano nel rispetto dei diritti, lavoratori autonomi e partite iva.

Vi invitiamo quindi a SOCIAL FACTOR Veneto per parlare di lavoro, precarietà e reddito, e per aiutarci a costruire #cosmopolitica #xlasinistraditutti

L’appuntamento è per sabato a partire dalla ore 9 al Palaplip di via San Donà, Mestre.

Di seguito il programma della giornata

socialfactor front

socialfactor back

TUTTI ASSOLTI PER GLI SCONTRI DEL 17 SETTEMBRE 2011 BEPPE CACCIA: “AVEVAMO RAGIONE NOI, VENEZIA NON SI LEGA!”

Il Tribunale di Venezia ha assolto oggi tutti gli imputati di “resistenza aggravata con lesioni a pubblico ufficiale” e chi, come il sottoscritto, era accusato di esserne l’ “istigatore” per gli scontri del 17 settembre 2011 a Venezia ai piedi del ponte degli Scalzi.
In sostanza i giudici hanno riconosciuto la nostra tesi: quel giorno, per diretta volontà del ministro degli Interni leghista Maroni, era stata impedita una legittima manifestazione democratica e caricati violentemente dalla polizia oltre un migliaio di cittadini veneziani, che avevano disobbedito questo divieto illegittimo.
Avevamo ragione noi, che eravamo scesi in piazza per affermare pacificamente che Venezia non si Lega, che la città non era disposta ad essere usata come palcoscenico da forze politiche che, oggi ancora più di allora, propagandano intolleranza, discriminazione, odio.
In questo quadro sono del tutto incomprensibili le condanne comminate a quanti, generosamente indignati dopo le violenze della polizia, occuparono per protesta i binari della stazione ferroviaria di Santa Lucia. Un errore che sarà, ne sono sicuro, corretto in appello, riconoscendo anche in questo caso la legittimità di chi manifestava.
Beppe Caccia

Contro la destra, i demagoghi e la paura

Con i sindaci di Milano, Genova e Cagliari.
UN APPELLO PER NON LASCIARE IL CAMPO AL PEGGIO.

Le notizie che arrivano dalla Francia suonano come un ulteriore campanello d’allarme che deve farci riflettere e che impone, a chiunque possa, di fare qualcosa per impedire che la destra, il populismo e la paura vincano. Il nostro Paese – malgrado le tante difficoltà – sembrava stesse vivendo un accenno d’orgoglio e di ripresa. Ma già dopo gli attentati di Parigi, purtroppo, era diventato forte il rischio che si precipitasse nuovamente in una situazione di profonda preoccupazione, che nel futuro vede solo ombre.
Oggi quell’apprensione si fa più forte.Per questo noi, che governiamo le nostre città con un approccio ideale e non ideologico, pensiamo che in un momento così difficile e complesso sia necessario ritrovare quell’unità aperta e larga del centrosinistra che, sola, può ridare fiducia alle cittadine e ai cittadini italiani. Per far questo è indispensabile ripartire dalle forze politiche che, insieme al civismo autentico, compongono, in gran parte d’Italia, il centrosinistra e che, con differenze ma unità di intenti, hanno saputo vincere e governare.
Quelle forze sono principalmente il Partito Democratico, perno e componente maggioritaria, e Sel. Uno schema diverso rispetto a quello del governo nazionale, dove Sel è all’opposizione. Ma noi auspichiamo e lavoriamo affinché questa fase sia un momento transitorio. A partire dai Comuni.L’obiettivo comune alle forze del centrosinistra non può che avere la prospettiva del superamento delle attuali divisioni e, per quanto più direttamente ci riguarda, il rafforzamento delle componenti della sinistra, sapendo e riuscendo a conquistare nuovi consensi. Abbiamo in mente il bene del Paese e il suo sviluppo nel solco dei valori della Costituzione, della democrazia, dell’europeismo, della solidarietà, dell’integrazione e dell’innovazione. Non pratichiamo, e non abbiamo mai praticato, lo sport del favorire la squadra avversaria. Non abbiamo condiviso alcune scelte del governo che, però, non vede al momento altre alternative per avere una maggioranza parlamentare necessaria per governare, che comprendere forze che nulla hanno a che vedere col centrosinistra.
Superare questa fase vuol dire diventare più forti. Non più divisi e dunque più deboli. Vuol dire lavorare, con la massima unità possibile, per un confronto costruttivo tra Pd, forze di sinistra interne ed esterne al Pd, quel civismo che ha fatto la differenza, e che però intendano assumersi la responsabilità di governare. Invece di relegarsi nel più facile ruolo dell’eterna opposizione.Possiamo inoltre ricordare che in passato, anche nei lunghi anni dei governi di centrosinistra, in alcune Regioni, in numerose Province e in molti Comuni, sono state possibili alleanze diverse da quelle nazionali.
Nessuno di noi intende cambiare casacca. Non siamo corsari che cambiano bandiera: ci riconosciamo nel centrosinistra e in questo campo di ideali e valori intendiamo restare e spendere la nostra passione politica.La scelta del candidato sindaco del centrosinistra non può avvenire se non sulla base della valutazione del lavoro svolto, sia nei casi in cui si ricandidi il sindaco uscente sia nei casi in cui la scelta del candidato del centrosinistra sia affidata alle primarie. Solo così sarà possibile che le candidature dell’intero centrosinistra possano portare alla vittoria nei Comuni dove si voterà.Il nostro è un appello all’unità e a continuare percorsi che ci hanno permesso di vincere in passato e ci permetteranno di vincere in futuro. Oggi con un’urgenza e un’importanza più evidente di ieri. Unito, il centrosinistra ha vinto e può vincere. Diviso può solo sperare nella divisione degli avversari.

Giuliano Pisapia, Marco Doria, Massimo Zedda* 
Gli autori sono sindaci di Genova, Milano e Cagliari