Ecologia del diritto

Le due facce del diritto: manganello per aiutare il capitalismo a devastare il mondo oppure scudo capace di tutelare i beni comuni e traghettare l’umanità verso una nuova economia, sostenibile e solidale?

Ne parleremo

Giovedì 22 giugno ore 17,30
nell’eco-osteria LagunaLibre
Sestiere Cannaregio, 969 – Ponte dei Tre Archi, Venezia

in occasione della presentazione del libro
Ecologia del diritto

di Fritjof Capra e Ugo Mattei, tradotto in Italia dalla casa editrice Aboca.

L’incontro è organizzato da Aboca in collaborazione con l’associazione In Comune.

A discutere con l’autore Ugo Mattei, interverranno Carmela Camardi, docente di Diritto all’università Ca’ Foscari, e Gianfranco Bettin sociologo.

A moderare il dibattito, Gloria Bertasi, giornalista del Corriere del Veneto.

Secondo Fritjof Capra e Ugo Mattei, le crisi ambientali, economiche e sociali del nostro tempo sono imputabili a un sistema giuridico basato su una concezione del mondo obsoleta.

Capra, intellettuale di fama internazionale, fisico e teorico dei sistemi, e Mattei, eminente studioso del diritto, spiegano come, facendo propri alcuni concetti della scienza moderna, il diritto può divenire parte integrante dello sforzo di miglioramento del mondo, anziché strumento di accelerazione della sua distruzione.
Questo libro ripercorre per la prima volta l’affascinante storia parallela del diritto e della scienza dall’antichità ai tempi moderni e mostra come le due discipline si siano sempre influenzate a vicenda, fino ai tempi recenti. Negli ultimi decenni, la scienza ha cambiato prospettiva e non considera più il mondo come una sorta di macchina cosmica, comprensibile in ogni suo dettaglio, bensì come un sistema, una vasta rete di comunità fluide, di cui studia le interazioni dinamiche. Il concetto di ecologia esemplifica questa impostazione. Il diritto, invece, è intrappolato nel vecchio paradigma meccanicistico: il mondo è semplicemente un insieme di parti separate, la proprietà delle quali è un diritto individuale, tutelato dallo Stato.
Gli autori delineano i concetti e le strutture di base di un ordinamento giuridico coerente con i principi ecologici che sostengono la vita sul pianeta. È una revisione profonda dei fondamenti stessi del sistema giuridico occidentale, una sorta di rivoluzione copernicana del diritto, con forti implicazioni per il futuro del nostro pianeta.

Tratto dal sito abocamuseum

La Regione approva l’inceneritore SG31… Bettin:”bloccheremo comunque i rifiuti tossici”.

La decisione della giunta regionale del Veneto di approvare la delibera che autorizza lo smaltimento di 100 mila tonnellate di rifiuti tossici e nocivi presso l’inceneritore SG31 di Marghera – Fusina, prevista per oggi, rappresenta un colpo violento all’ambiente e alla salute della popolazione e un colpo altrettanto duro all’evoluzione economica e industriale dell’intero polo di Porto Marghera e di Venezia perché ne riporta indietro la storia di decenni.

La Giunta attuale, con il sostegno diretto di Luca Zaia, che più  volte si è detto d’accordo, si schiera così contro la vita della popolazione e contro l’ambiente e contro il futuro eco-compatibile della città. Ma si schiera anche contro la democrazia, eludendo ogni percorso partecipativo e ogni confronto con la popolazione e i suoi organismi rappresentativi che, infatti, si sono schierati tutti contro questa operazione.

Ma l’operazione non passerà ugualmente: la bloccheremo, visto che la democrazia è stata calpestata dalla giunta regionale, con il ricorso alla magistratura e con la disobbedienza civile. Bloccheremo le entrate dell’inceneritore, bloccheremo i mezzi che portano le decine di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici da bruciare nell’aria e da riversare, in cenere, nei nostri polmoni e nell’ambiente.

La Regione, Zaia, troveranno la risposta che si meritano.

Gianfranco Bettin

Consigliere regionale Verdi, Idea

Bettin: sono queste le produzioni pulite di Brunetta? L’inceneritore incassa un si e un rinvio…

 Articolo tra dal Corriere del Veneto 10 febbraio 2010

L’inceneritore incassa un si e un rinvio. Tute bianche e striscioni in stazione

VENEZIA – Un voto favorevole e un rinvio per il nuovo inceneritore di Marghera all’Sg31. Ieri mattina sul ponte degli Scalzi gli ambientalisti protestavano contro il riavvio dell’inceneritore e in calle Priuli la commissione di Salvaguardia discuteva la richiesta di Sifa spa di ottimizzare i consumi energetici. Dopo due ore e con soli due voti contrari (Stefano Boato e Tullio Cambruzzi) e tre astensioni, il piano è passato. «La richiesta di ottimizzare il consumo energetico nasconde l’adeguamento dell’impianto per bruciare rifiuti di tutto il Veneto», denunciano i Verdi Beppe Caccia e Gianfranco Bettin. Una manciata di ore dopo la giunta regionale avrebbe dovuto approvare la modifica della convenzione con Safi per il trattamento di fanghi fino a 100 mila tonnellate, ma la decisione è stata rinviata. Gli ambientalisti sono sul piede di guerra da mesi. Il riavvio dell’5g31, fermo da un anno, è una di quelle partite delicate che trovano Comune e Regione in disaccordo. Negli anni 8o là si bruciava di tutto e la mobilitazione dell’opinione pubblica portò il Comune a mettere nero su bianco nel Prg il divieto di trattate rifiuti extra città. Ma la decisione tocca alla Regione. Giovedì la Commissione tecnica regionale si riunisce per discutere il progetto. «Non è un ritorno al passato», dice l’assessore all’ambiente Giancarlo Conta, «approvare miglioramenti tecnologici significa dare maggiori garanzie al territorio, gli inceneritori sono necessari». A Marghera ce ne sono due: l’5g31 e il Cs28, «Non si possono lasciare i rifiuti in strada come fanno altre regioni – conclude Conta – usiamo le risorse che già abbiamo». Ma qui non si parla di rifiuti urbani, per i quali l’inceneritore c’è già, a Fusina. «Marghera ha già pagato abbastanza», è lo slogan dei 10 mila firmatari della petizione contro l’5g31. «Sono queste le produzioni pulite di cui parla Renato Brunetta nel suo programma?», chiedono Caccia e Bettin. E a poche ore dal sì di Salvaguardia, il consiglio comunale approvava un’altra delibera che dice no a Simar per aumentare il trattamento di rame. Il motivo è uguale al no all’5g31, va contro il Prg. Anche su questo per l’ultima parola spetta alla Regione.

Corriere del Veneto 10 febbraio 2010