Bettin: sono queste le produzioni pulite di Brunetta? L’inceneritore incassa un si e un rinvio…

 Articolo tra dal Corriere del Veneto 10 febbraio 2010

L’inceneritore incassa un si e un rinvio. Tute bianche e striscioni in stazione

VENEZIA – Un voto favorevole e un rinvio per il nuovo inceneritore di Marghera all’Sg31. Ieri mattina sul ponte degli Scalzi gli ambientalisti protestavano contro il riavvio dell’inceneritore e in calle Priuli la commissione di Salvaguardia discuteva la richiesta di Sifa spa di ottimizzare i consumi energetici. Dopo due ore e con soli due voti contrari (Stefano Boato e Tullio Cambruzzi) e tre astensioni, il piano è passato. «La richiesta di ottimizzare il consumo energetico nasconde l’adeguamento dell’impianto per bruciare rifiuti di tutto il Veneto», denunciano i Verdi Beppe Caccia e Gianfranco Bettin. Una manciata di ore dopo la giunta regionale avrebbe dovuto approvare la modifica della convenzione con Safi per il trattamento di fanghi fino a 100 mila tonnellate, ma la decisione è stata rinviata. Gli ambientalisti sono sul piede di guerra da mesi. Il riavvio dell’5g31, fermo da un anno, è una di quelle partite delicate che trovano Comune e Regione in disaccordo. Negli anni 8o là si bruciava di tutto e la mobilitazione dell’opinione pubblica portò il Comune a mettere nero su bianco nel Prg il divieto di trattate rifiuti extra città. Ma la decisione tocca alla Regione. Giovedì la Commissione tecnica regionale si riunisce per discutere il progetto. «Non è un ritorno al passato», dice l’assessore all’ambiente Giancarlo Conta, «approvare miglioramenti tecnologici significa dare maggiori garanzie al territorio, gli inceneritori sono necessari». A Marghera ce ne sono due: l’5g31 e il Cs28, «Non si possono lasciare i rifiuti in strada come fanno altre regioni – conclude Conta – usiamo le risorse che già abbiamo». Ma qui non si parla di rifiuti urbani, per i quali l’inceneritore c’è già, a Fusina. «Marghera ha già pagato abbastanza», è lo slogan dei 10 mila firmatari della petizione contro l’5g31. «Sono queste le produzioni pulite di cui parla Renato Brunetta nel suo programma?», chiedono Caccia e Bettin. E a poche ore dal sì di Salvaguardia, il consiglio comunale approvava un’altra delibera che dice no a Simar per aumentare il trattamento di rame. Il motivo è uguale al no all’5g31, va contro il Prg. Anche su questo per l’ultima parola spetta alla Regione.

Corriere del Veneto 10 febbraio 2010