Blocchiamo il progetto Alles. No a Venezia pattumiera globale. Sabato 11 manifestazione in bicicletta da Marghera.

E’ questa la decisione presa da un’affollata assemblea di cittadini riunitasi martedì scorso, 7 maggio, nella sala consiliare del Comune di Marghera. Ed è questo il messaggio che i cittadini arrabbiati hanno deciso di portare direttamente ad Alles SpA sabato 11 maggio.

Faremo una manifestazione che partirà in bicicletta alle ore 10 piazzale del municipio Marghera per attraversare il centro e concludersi direttamente in via dell’Elettronica con un sit-in finale.

I cittadini hanno deciso di ribellarsi alle decisioni prese dalla Giunta Regionale, cioè da quel sistema politico-economico che, tramite il traffico di rifiuti tossico-nocivi e la costruzione delle grandi opere, ha garantito e garantisce a Mantovani enormi profitti sulla nostra pelle e costringe noi a vivere in un ambiente degradato e inquinato.

Progetti come il potenziamento di Alles permetteranno a Mantovani di fare di Marghera la pattumiera d’Italia annullando così la norma del piano regolatore del Comune di Venezia che vieta il trattamento di rifiuti tossici non prodotti in loco.

Approvando il progetto, la Giunta Regionale del Veneto ha compiuto una vera violenza contro la popolazione e un esproprio di democrazia, favorendo ancora una volta gli interessi di quel sistema corrotto ben rappresentato da Baita, ex A.D. di Alles ora in prigione.

NOI CITTADINI IMPEDIREMO CON UNA MOBILITAZIONE PERMANENTE CHE QUESTO PROGETTO SI ATTUI.

La manifestazione di sabato 11 maggio è solo la prima di una lunga serie che riguarderà la Regione Veneto e la commissione VIA.

La Regione approva l’inceneritore SG31… Bettin:”bloccheremo comunque i rifiuti tossici”.

La decisione della giunta regionale del Veneto di approvare la delibera che autorizza lo smaltimento di 100 mila tonnellate di rifiuti tossici e nocivi presso l’inceneritore SG31 di Marghera – Fusina, prevista per oggi, rappresenta un colpo violento all’ambiente e alla salute della popolazione e un colpo altrettanto duro all’evoluzione economica e industriale dell’intero polo di Porto Marghera e di Venezia perché ne riporta indietro la storia di decenni.

La Giunta attuale, con il sostegno diretto di Luca Zaia, che più  volte si è detto d’accordo, si schiera così contro la vita della popolazione e contro l’ambiente e contro il futuro eco-compatibile della città. Ma si schiera anche contro la democrazia, eludendo ogni percorso partecipativo e ogni confronto con la popolazione e i suoi organismi rappresentativi che, infatti, si sono schierati tutti contro questa operazione.

Ma l’operazione non passerà ugualmente: la bloccheremo, visto che la democrazia è stata calpestata dalla giunta regionale, con il ricorso alla magistratura e con la disobbedienza civile. Bloccheremo le entrate dell’inceneritore, bloccheremo i mezzi che portano le decine di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici da bruciare nell’aria e da riversare, in cenere, nei nostri polmoni e nell’ambiente.

La Regione, Zaia, troveranno la risposta che si meritano.

Gianfranco Bettin

Consigliere regionale Verdi, Idea

Bettin: sono queste le produzioni pulite di Brunetta? L’inceneritore incassa un si e un rinvio…

 Articolo tra dal Corriere del Veneto 10 febbraio 2010

L’inceneritore incassa un si e un rinvio. Tute bianche e striscioni in stazione

VENEZIA – Un voto favorevole e un rinvio per il nuovo inceneritore di Marghera all’Sg31. Ieri mattina sul ponte degli Scalzi gli ambientalisti protestavano contro il riavvio dell’inceneritore e in calle Priuli la commissione di Salvaguardia discuteva la richiesta di Sifa spa di ottimizzare i consumi energetici. Dopo due ore e con soli due voti contrari (Stefano Boato e Tullio Cambruzzi) e tre astensioni, il piano è passato. «La richiesta di ottimizzare il consumo energetico nasconde l’adeguamento dell’impianto per bruciare rifiuti di tutto il Veneto», denunciano i Verdi Beppe Caccia e Gianfranco Bettin. Una manciata di ore dopo la giunta regionale avrebbe dovuto approvare la modifica della convenzione con Safi per il trattamento di fanghi fino a 100 mila tonnellate, ma la decisione è stata rinviata. Gli ambientalisti sono sul piede di guerra da mesi. Il riavvio dell’5g31, fermo da un anno, è una di quelle partite delicate che trovano Comune e Regione in disaccordo. Negli anni 8o là si bruciava di tutto e la mobilitazione dell’opinione pubblica portò il Comune a mettere nero su bianco nel Prg il divieto di trattate rifiuti extra città. Ma la decisione tocca alla Regione. Giovedì la Commissione tecnica regionale si riunisce per discutere il progetto. «Non è un ritorno al passato», dice l’assessore all’ambiente Giancarlo Conta, «approvare miglioramenti tecnologici significa dare maggiori garanzie al territorio, gli inceneritori sono necessari». A Marghera ce ne sono due: l’5g31 e il Cs28, «Non si possono lasciare i rifiuti in strada come fanno altre regioni – conclude Conta – usiamo le risorse che già abbiamo». Ma qui non si parla di rifiuti urbani, per i quali l’inceneritore c’è già, a Fusina. «Marghera ha già pagato abbastanza», è lo slogan dei 10 mila firmatari della petizione contro l’5g31. «Sono queste le produzioni pulite di cui parla Renato Brunetta nel suo programma?», chiedono Caccia e Bettin. E a poche ore dal sì di Salvaguardia, il consiglio comunale approvava un’altra delibera che dice no a Simar per aumentare il trattamento di rame. Il motivo è uguale al no all’5g31, va contro il Prg. Anche su questo per l’ultima parola spetta alla Regione.

Corriere del Veneto 10 febbraio 2010

Bettin: “Né nucleare né inceneritori, bensì green economy per Marghera e Venezia”

Emendamento alla Finanziaria regionale di Gianfranco Bettin…

“Bisogna scongiurare la grave eventualità che si localizzi una centrale nucleare nella zona tra Marghera e Chioggia, come ipotizzato da ambienti importanti del centrodestra veneto (insieme all’altra ipotesi, nel Polesine).”

Lo sostiene Gianfranco Bettin, candidato alle primarie di Venezia, presentando questa mattina a Palazzo Ferro Fini l’emendamento alla Finanziaria regionale sottoscritto insieme agli altri esponenti dell’opposizione in consiglio che vieta esplicitamente la localizzazione di centrali nucleari nel territorio veneto e valorizza invece le energie alternative.

“Nel centrodestra sta prevalendo non solo la scelta filo nucleare, guardando proprio ad aree come la nostra, ma anche la volontà di fare della zona industriale la grande pattumiera del Veneto, sito vocato allo smaltimento e all’incenerimento di ogni genere di rifiuti, specie se tossici e nocivi”, ha detto ancora Bettin. “E’ una scelta arretrata, che inchioderebbe la nostra città al peggio del passato e delle tecnologie attuali, che colpirebbe l’economia della pesca e del turismo e impedirebbe investimenti in settori compatibili con il territorio.

Serve invece lo sviluppo di energie e tecnologie alternative, come prevede il nostro emendamento e come punta a  fare il programma di governo di Venezia che ho presentato. Marghera non uscirà dalla sua crisi ricorrendo a investimenti vecchio stampo, pericolosissimi come il nucleare, nocivi come gli inceneritori, che portano poca occupazione e molti rischi, ma evolvendo in direzione radicalmente diversa, nel segno dell’innovazione, della logistica avanzata, delle nuove tecnologie, della green economy che è la vera bussola del nuovo, la nuova credibile frontiera del lavoro e dell’impresa”.