Un Pat(to) con la città
Parafrasando Leibnitz, potremmo scrivere che quello che si va a votare lunedì prossimo in consiglio comunale “è il migliore dei Pat possibili”. Il che non significa che, in linea teorica perlomeno, non si poteva fare di meglio ma che tra tutti i Pat che poteva produrre l’attuale maggioranza che governa la città, questo, ripulito dal maxi emendamento che ha visto tra i suoi promotori i consiglieri della lista In Comune, Camilla Seibezzi e Beppe Caccia, è senza dubbio il migliore. Un Pat quindi che “andremo a votare convinti – ha commentato Caccia – pure se sappiamo bene che molti nodi rimangono irrisolti e che molte scelte fondamentali sono state demandate alla stesura dei piani di intervento. A questo proposito, invitiamo tutte le associazioni e gli ambientalisti che ci hanno sostenuto sino ad oggi con proposte, consigli e critiche, a non abbassare la guardia. Sull’assetto definitivo del Quadrante la battaglia è ancora aperta e dovremmo mobilitarci ancora per difendere il nostro territorio”.Ieri mattina, mercoledì 25 gennaio, nella sala consigliare di Ca’ Farsetti, Camilla Seibezzi e Beppe Caccia hanno incontrato la stampa locale per fare il punto sul Piano di Assetto Territoriale la cui votazione è slittata a lunedì prossimo proprio per dare la possibilità alla maggioranza di varare il cosiddetto “maxi emendamento” che recepisce molte delle osservazioni critiche avanzate dalla lista ambientalista. Proprio la lista e l’associazione In Comune hanno avuto una parte da protagonisti nella stesura di questo maxi emendamento finale, risultato di sei mesi di attento lavoro sia in fase istituzionale, con i due consiglieri eletti e l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, che in fase di incontri pubblici e di confronto, non di rado anche violentemente polemico, con cittadini e associazioni. 
“Quello che ne è risultato alla fine – ha dichiarato Caccia – è uno strumento di transizione tra la città novecentesca che non c’è più e la città del duemila che non c’è ancora. Certo, nel documento non è ancora tratteggiata con chiarezza quella città che noi ambientalisti vorremmo, una città sostenibile ed orientata verso la green economy, ma il Pat rimane comunque uno strumento che ci aiuterà a governare questo passaggio riportando, e questo è il filo condutture delle scelte prese dal maxi emendamento di giunta, il governo del territorio all’interno del consiglio comunale democraticamente eletto, sottraendolo ai diktat di commissari esterni”. Il riferimento, neanche tanto velato, è all’autorità aeroportuale.
“L’emendamento – continua Caccia – recepisce le nostre proposte sull’alta velocità dicendo che questa non deve essere intesa come una nuova e devastante infrastruttura fisica ma come una serie di scelte gestionali volte a migliorare il servizio partendo in primis dall’auspicato sistema ferroviario metropolitano regionale su cui la Regione è in ritardo da vent’anni anni. Sulla Tav l’emendamento ribatte che esiste una valutazione di impatto ambientale negativa e che questa rimane la posizione del Comune di Venezia. Siamo convinti che si possono spostare tante merci e tante persone tra Venezia e Trieste usando le linee esistenti. Senza bisogno di altre infrastrutture ma potenziando l’esistente. La tanto discussa quanto inutile stazione di Tessera è cancellata dalla mappa. E con la stazione, il maxi emendamento cancella anche il tracciato di gronda, ribadendo la necessità che l’aeroporto sia raggiungibile velocemente da Mestre grazie al sistema ferroviario metropolitano regionale. Sulla cosiddetta Terza Pista, il Pat afferma che il Marco Polo non ha un carico di viaggiatori tale da giustificare un investimento che comporterebbe per di più un surplus di inquinamento su un’area delicata che ha già raggiunto la soglia limite”.
Cosa dice il Pat a proposito di Tessera City? “Il maxi emendamento è il funerale di Tessera City. Un pregio di questo Pat è la stretta definizione funzionale dello sviluppo del territorio e di aver superato la genericità di definizione del Quadrante che lasciava aperta la strada al rischio concreto di una colata di cemento. Oggi dall’emendamento esce una cosa ben diversa: una città dello sport legata a funzionalità sportive e al tempo libero con secondarie funzioni commerciali e ricettive ma solo se legate alle prime. Con questo emendamento, insomma, la giunta compie una scelta ben precisa affermando che quell’area non sarà edificata per 105 ettari per costruire una improbabile e speculativa Tessera City ma per una città dello sport la cui superficie occupabile è di 52,5 ettari. Non di più”. Un altro punto focale, spiegano i due consiglieri, è il passaggio sulla proprietà delle aree. Affermare che la città dello sport deve essere fatta su aree prevalentemente comunali, significa riconsegnare il governo del territorio al Comune e sottrarlo ai ricatti e alle speculazioni. “Rimangono ancora delle perplessità – non si nasconde Caccia -. Se è vero che abbiamo messo una argine ad ipotesi di carattere speculativo, è anche vero che le quantità edificabili ci paiono ancora eccessive e, come dicevo all’inizio, la localizzazione delle aree è ancora tutta da decidere. La bretella, a nostro parere, dovrebbe essere il limite estremo dell’urbanizzazione. E su questo punto si prepariamo ad affrontare una dura battaglia. Ma l’importante è che Tessera City, il gemello mostruoso di veneto City, sia scomparsa dai nostri incubi così come il tracciato in gronda della Tav”.
“Il Pat, come risulta dopo la ripulitura operata dal maxi emendamento – ha spiegato Camilla Seibezzi – presenta dei punti di forza che sono il frutto di un attento ascolto della città e delle associazioni. Non mi riferisco solo al problema delle Grandi Navi sulle quali il Comune, per quanto limitato nelle sue competenze, ha predisposto uno studio per valutarne l’impatto ambientale. Il Pat apre un discorso sullo sviluppo sostenibile e riporta il discorso sui flussi turistici definendo standard di servizi distinti tra i residenti e i turisti. Ritengo anche molto importante il capitolo che apre i bandi pubblici al terzo settore, mi riferisco alle cooperative edilizie no profit. Un modo per garantire trasparenza e aprire ad una residenzialità estesa. In poche parole, questo Pat sul quale avevamo nutrito tante preoccupazioni, alla fine, grazie al lavoro nostro, dei colleghi di maggioranza e, soprattutto, delle associazioni cittadine, si è trasformato in uno strumento capace di dare un governo alla città orientato anche verso la sostenibilità e la green economy. Un primo passo di una lunga strada che ora dobbiamo percorrere sino in fondo”.
riccardo bottazzo
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Esattamente come diceva il prof. Pangloss a Candide dopo le peggiori disgrazie : “è il migliore dei Pat possibili” caro cittadino .